martedì 28 giugno 2011

Sky, circoletti rossi e lo scriba.

 Wimbledon è il tennis. Storia, tradizione e miti di questo sport si sono confrontati, definiti ed eclissati sull'erba del giardino di Londra. L'atmosfera orgogliosamente vintage che si respira nel club (dai "folkloristici" cappelli delle "Ladies" sugli spalti agli abiti dei giudici di sedia, passando per le onnipresenti fragole con panna)  rende questo Slam un'esperienza da vivere ancor prima di un evento sportivo.
Alla luce di questa considerazione, lascia perplessi la scelta di Sky Italia di non inviare alcun cronista a Londra per raccontare gli incontri dei campionati. Ciò non bastasse, il direttivo del colosso di NewsCorp ha tagliato la coppia di commentatori formata da Rino Tommasi e Gianni Clerici.

I due non hanno bisogno di grandi presentazioni. Tommasi è uno dei massimi conoscitori italiani di sport, oltre ad essere stato un grande organizzatore di eventi sportivi di livello mondiale. Lo "scriba" Clerici è l'unico italiano, con Nicola Pietrangeli, ad essere stato ammesso alla Hall of Fame del tennis per le scoperte nella storia di questo sport. Insieme hanno costituito una coppia di classe, riconoscibile per la competenza, lo stile e l'ironia che hanno avvicinato al tennis generazioni di italiani.
Queste aberranti decisioni stridono con i proclami di alta qualità che l'emittente ha continuamente lanciato per la promozione di Wimbledon 2011. Mai come quest'anno infatti, Sky s'è prodigata a renderci noto, tramite i suoi amatissimi "cross advertisements", che la copertura sarebbe stata totale, avendo ampliato oltre modo il numero dei canali dedicati. La qualità è però altra cosa, essendo il livello del servizio e non l'entità dello stesso a definirne lo standard qualitativo. Sky s'è nascosta dietro la quantità dell'offerta per celare una sostanziale modestia della medesima. Tagliare professionisti che di questo sport hanno fatto la storia e sostituirli con giornalisti divenuti celebri per altri sport non corrisponde a quella qualità che Sky si è tanto premurata di pubblicizzare. Accendendo il televisore su uno dei canali dedicati al più prestigioso degli Slam, la cosa che colpisce non è infatti il numero delle reti dedicate al torneo, ma l'assenza delle voci che per anni hanno raccontato Wimbledon fino a diventarne colonna portante per gli appassionati italiani.
Quali siano le motivazioni che hanno spinto Sky ad una tanto discutibile decisione restano ignote. Indubbiamente i costi legati ad una presenza fisica sul luogo dell'evento sono ingenti, ma non tali da indurre il direttivo a liquidare anche due giornalisti di indubbio valore e carisma come Tommasi e Clerici. Lo sport è sì un business in grado di muovere milioni di euro, ma è soprattutto passione. Clerici e Tommasi hanno la rara abilità di trasmettere questa passione tramite la loro telecronaca. L'eleganza e la sobrietà della loro conduzione hanno fatto apprezzare il tennis anche a chi di sport non s'è mai interessato, divenendo di fatto uno spettacolo nello spettacolo che da solo giustificava il sintonizzarsi sui canali Sky.
Con la speranza che i dirigenti di questa emittente sappiano rendersi conto dell'errore, non resta che dire "circoletto rosso per Murdoch" e augurarci una seconda settimana di torneo all'altezza della tradizione di Wimbledon. Buon tennis a tutti!

4 commenti:

  1. che il commento sportivo di sky sia in picchiata è un fatto,anche e soprattutto nel calcio che dovrebbe essere il punto di forza..per fortuna notiziari e tg sono ancora di qualità!

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  2. In fatto di telecronaca hai perfettamente ragione. Limitatamente al "caso" di cui sopra, va fatto notare come Tommasi sia stato uno dei padri della sezione sportiva dell'allora Tele+, in particolare fondò l'intera redazione tennis. Farlo fuori così, insieme a Clerici, è stato quantomeno discutibile.
    Per quanto concerne i notiziari penso sia vero quanto sostieni, specialmente per l'informazione non sportiva. SKY vanta un'indipendenza sostanziale che permette ai suoi giornalisti di fare serenamente il proprio lavoro. L'informazione sportiva, pur capillare, non la considero allo stesso livello di quella tradizionale, anche se resta buona. Limitatamente al calcio, sportitalia ha programmi molto validi. Guardati il loro programma di calciomercato e confrontalo a quello di SKY; Bonan conduce una trasmissione che è anche intrattenimento, mentre Criscitiello, che non mi entusiasma, punta molto sui contenuti tecnici. Te lo consiglio.

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  3. Sportitalia punta molto su Moggi, uno che non dovrebbe essere invitato come esperto visto ciò che ha fatto. è assurdo quanto ancora sia in giro e tutti si dimentichino che è sotto processo

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  4. Sai, in un paese governato da chi, tra le altre, è stato condannato per aver comprato una sentenza per acquisire Mondadori, io non mi meraviglio. Comunque, Moggi a parte, che peraltro limita molto le sue presenze, lo trovo un buon programma questo di calciomercato. È confezionato peggio di quello di Bonan, però è più completo e meno di intrattenimento (zero Ugolini dalla discoteca, eheh).

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