Forse ci siamo illusi, convinti che il tempo sia qualcosa cui non si debba rendere conto, ma oggi è il momento. Difficile esprimere a parole quanto tu, indipendentemente dalla tua carriera, abbia significato per me. Non sei stato un calciatore, un capitano, l'icona della squadra che amo...sei la mia infanzia, la mia adolescenza, la mia gioventù.
Da ragazzino non si hanno grandi motivi di soddisfazione personale, ma sfottere gli amici grazie alle vittorie della nostra Juventus...beh, era e, per Dio, è tuttora motivo di puro godimento.
Sono cresciuto con te, da quando fuoriclasse in erba stavi per raccogliere l'eredità di Baggio, arrivando ad oggi, una stagione anomala nella quale hai saputo firmare il gol più importante di quello che si è poi rivelato un lieto fine. Ti ho visto diventare Pinturicchio ed il giocatore più forte del mondo, ma al tempo stesso criticato oltre misura in un mondiale sfortunato. Ti ho visto cadere in quel di Udine e faticosamente riprenderti a distanza di due anni, a Bari...vittima di un lutto che solo consumato divenne pubblico. Ti ho visto rivincere, tornare ad essere guida indiscussa e indiscutibile della seconda Juventus di Lippi. Ti ho visto soffrire con Capello, relegato a comprimario da leggenda quale ormai eri diventato. Ti ho visto alzare la coppa del Mondo e vivere da campione un anno di inferno partito da Rimini e conclusosi ad Arezzo. Dopo anni difficili, sei tornato a vincere, da protagonista...come sempre.
Parallelamente, io sono cresciuto, da undicenne a quasi ventottenne senza nemmeno accorgermi di come il passaggio da ragazzo a uomo si sia effettivamente realizzato.
Di fronte alla tua carriera, la cosa che più colpisce è quanto i tuoi trionfi diventino accessori, addirittura superflui di fronte all'uomo che hai saputo essere.
L'eleganza, la sobrietà, l'onestà con cui hai affrontato le difficoltà che hanno segnato la tua vita, ti hanno fatto trascendere la dimensione del calciatore. Non sei l'uomo dei record, sei la Juventus, nella massima espressione di quanto questo club significhi per ogni juventino.
No, questa domenica non può essere un giorno come gli altri. Il rischio di "continuare a remare, barche controcorrente, sospinti senza posa nel passato" è oggi più vivido che mai. Passeranno anni, magari decenni prima di vedere un calciatore come te calcare l'erba del nostro campo...ma un Uomo come te, non lo vedremo mai più.
Grazie Alessandro, grazie per ogni momento di gioia con cui hai riempito la mia vita.
Luca
Parallelamente, io sono cresciuto, da undicenne a quasi ventottenne senza nemmeno accorgermi di come il passaggio da ragazzo a uomo si sia effettivamente realizzato.
Di fronte alla tua carriera, la cosa che più colpisce è quanto i tuoi trionfi diventino accessori, addirittura superflui di fronte all'uomo che hai saputo essere.
L'eleganza, la sobrietà, l'onestà con cui hai affrontato le difficoltà che hanno segnato la tua vita, ti hanno fatto trascendere la dimensione del calciatore. Non sei l'uomo dei record, sei la Juventus, nella massima espressione di quanto questo club significhi per ogni juventino.
No, questa domenica non può essere un giorno come gli altri. Il rischio di "continuare a remare, barche controcorrente, sospinti senza posa nel passato" è oggi più vivido che mai. Passeranno anni, magari decenni prima di vedere un calciatore come te calcare l'erba del nostro campo...ma un Uomo come te, non lo vedremo mai più.
Grazie Alessandro, grazie per ogni momento di gioia con cui hai riempito la mia vita.
Luca

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